Spazio Educativo

Difficoltà di inserimento scolastico

L'ingresso a scuola può essere per molti bambini un momento impegnativo, conflittuale e difficile. Anche quando la scuola d'infanzia non ha rilevato particolari problemi, il passaggio alla scuola primaria può far emergere vissuti negativi verso i compagni, le insegnanti o l'apprendimento. A volte i docenti e le strutture sanitarie di competenza non riescono a porre immediato sollievo al bambino attraverso una presa in carico terapeutica tempestiva o una richiesta per un sostegno didattico. Nella maggior parte dei casi, queste misure non vengono adottate perché la complessità clinica del bambino non è sufficiente per procedere all'avvio di esse. Eppure il bambino si trova a vivere una situazione in aperta conflittualità con la scuola, evidenziando un disagio, più o meno importante. Dall'altra parte la scuola deve fronteggiare, sempre con meno risorse, una gestione della classe complessa per la manifestazione della problematica del bambino nel gruppo classe e, non ultima, la famiglia vive di riflesso, a casa, nella quotidianità familiare, ciò che succede a scuola, a volte con un senso di impotenza.

Lo spazio che Lascaux vuole offrire a questi bambini è uno spazio vuoto, senza richieste particolari, uno spazio libero dalle aspettative e dal giudizio. Uno spazio per un piccolo gruppo di bambini (5/6) coordinati da un educatore. Lo spazio non si prefigge di avere "delle cose da fare", dei corsi, una programmazione prestabilita della attività, e nemmeno di essere uno spazio dove fare i compiti. Vuole essere uno spazio dove l'educazione è al primo piano, in tre parole chiave: regole, convivenza, passione.

Tutto ciò che si richiede al bambino in questo spazio, cardine del suo disagio, è di rispettare poche, semplici regole. Il rispetto delle regole è il primo passo verso l'accettazione di esse anche fuori dallo spazio educativo. In molti casi questi bambini sperimentano a scuola una serie di limitazioni, tutte insieme - stare seduti per molte ore, rinunciare al gioco continuo, ascoltare l'adulto, prestare attenzione a ciò che viene detto, eseguire i compiti, differire il tempo del divertimento in favore dell'apprendimento di cose nuove, passare dal gioco dell’infanzia all’imparare -, necessarie affinché la classe e i singoli possano comprendere le nozioni proposte e far parte di una socialità più piena, ma a volte può essere troppo difficile fare tutto insieme.

Convivenza è una seconda parola chiave: rinunciare ad un soddisfacimento immediato, solitario, ad un avere tutto per sé, sia che si parli di giochi o dell'attenzione dell'adulto / insegnante o genitore, è indispensabile per vivere con agli altri, al piacere di relazionarsi con i pari, per un fine comune. Senza l'accettazione delle regole, non è possibile accedere ad un reale ambito sociale. È fondamentale che il bambino sperimenti su se stesso questo assunto, aiutato dall'adulto.

Passione: l'educatore ha il compito principale, oltre che di condurre le attività e di mediare nelle situazioni che si creano fra pari, di portare ai bambini la testimonianza della propria passione, per poter trasmettere, attraverso il proprio esempio, il proprio corpo vivo, un possibile connubio fra il piacere dello stare insieme, il realizzare qualcosa insieme, e la frustrazione per non poter fare ciò che si vuole, sempre.

I bambini, nel gruppo, avranno la possibilità di gestire, sotto la supervisione dell'adulto, le attività che vorranno. A seconda del gruppo, quindi, potranno esserci attività ludiche o artistiche o motorie, etc. Il gruppo potrà scegliere la propria attività insieme, fatto salvo, dopo la decisione, il suo proseguimento fino alla conclusione, per conservare il valore della parola data e dell'impegno preso. L'educatore sarà un mediatore, per facilitare il rapporto con i pari e la gestione del gruppo verso un fine collettivo, al di là della forma che esso avrà. Questo metodo di lavoro ha come assunto che l'atto educativo è indipendente dallo strumento che si utilizza, sia esso manuale, artistico o motorio. Ciò che conta, per Lascaux, è porre il bambino nella condizione di comprendere da sé, di far esperienza diretta, viva, che le regole servono al mondo, alla collettività e a lui stesso, per farne parte. Comprendere che la rinuncia a ciò che in quel momento particolare fa piacere, ha un senso se a ciò a cui si rinuncia segue, seppur non nell'immediato, un'altra soddisfazione, diversa. Fondamentale è inoltre, pur non essendo uno spazio terapeutico, mettere il bambino nella condizione di comprendere ciò che sta succedendo a scuola e di poter raccontare la propria storia personale, il modo in cui gli eventi sono accaduti e hanno portato il bambino a manifestare un disagio tale. Per questo motivo è indispensabile l'apporto del genitore, la sua frequenza agli incontri periodici con la psicologa di riferimento, per poter permettere una conoscenza dl bambino e della sua famiglia più approfondita.


Destinatari

Lo spazio si rivolge ai bambini fra i 6 e gli 8 anni, frequentanti il primo ciclo della scuola primaria, che mostrano problemi comportamentali di inserimento o inclusione nella scuola primaria. La segnalazione può venire dalla UONPIA di competenza, dalla famiglia o dalla scuola. La frequenza allo spazio è previo incontro con i genitori e le psicologhe dell'equipe Centro Psi, Lascaux aiuto e cura. L'inserimento di bambini più grandi o più piccoli dell'età di riferimento è valutato caso per caso.


Luoghi e tempi

Spazio educativo c/o via Meroni 13, Cinisello Balsamo.
Da febbraio a giugno 2015 due volte a settimana, dalle 14.00 alle 16.00, mercoledì e sabato.


Bambini e Famiglia

Il progetto prevede, oltre agli incontri dei bambini in piccolo gruppo (max 5/6 bambini), incontri ciclici individuali con i genitori con una psicologa di Lascaux Aiuto e Cura.


Costi

Costo complessivo della frequenza al corso, incontri psicologici con la famiglia, assicurazione e merenda: 125€ al mese.